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Corso di formazione in Sciamanesimo - Livello 1 - 2018-2019 - 8^ Edizione

8 Moduli a cadenza bi-trimestrale. Un percorso di crescita personale e di guarigione dell'anima.

Partenza 17 Febbraio 2018 - Fine Giugno 2019.

Early bird price per iscrizioni entro il 31 Dicembre 2017. ​

Chiusura iscrizioni: 31 Gennaio 2018. Posti limitati.

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Il nuovo libro di Luciano Silva

Costellazioni familiari sciamaniche: un libro di Luciano Silva

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Articolo pubblicato dalla rivista Sacred Hoop, Issue 96-2017 su gentile concessione.

Traduzione italiana a cura dell'Associazione Culturale Il Cerchio Sciamanico.


Il deserto dell'Arizona si contraeva e si avvolgeva in tremori di calore che si alzavano dalla sua superficie. Quella terra era della Riserva ed io me ne andavo abbastanza per la mia strada. Per un quarto d'ora, un suono di tamburo dal battito rapido e ripetitivo aveva accompagnato una voce gutturale sulla stazione di una radio locale mentre stavo guidando. La canzone era dei Nativi Americani ed in una lingua che non avevo capito. Era la canzone più lunga che avessi mai ascoltato alla radio e miglio dopo miglio mi sembrava che cantasse allo spirito del deserto attorno a me. Il tamburo battente intrecciava il tempo nel suono; mescolava fili di tempo lineare con quelli di un altro tipo di tempo: risonante ed in espansione. Assieme creavano un campo risonante dove i senza forma potevano parlare.

Lentamente il tamburo smorzò i confini del mio senso di me stesso e mi intrecciò assieme a loro. Cominciai a sentire il deserto così acutamente come una presenza che entrava nel mio essere. Mi chiesi se fosse stato questo il modo con cui i nativi americani avevano conosciuto la loro terra: con un senso di unione con essa nelle loro anime, di conoscenza interiore e di appartenenza.

 

Mi avvicinai ad una stazione di servizio sulla mia sinistra, feci rallentare il mio camion e mi fermai. C'era un piccolo negozio di alimentari accanto alle pompe di benzina; auto e pick-up erano parcheggiati all'esterno sullo sterrato. Mentre stavo scendendo, un paio di donne anziane native americane uscirono dal negozio di alimentari e dallo sguardo che mi rivolsero capii che ero uno straniero.

Un edificio abbandonato si trovava di fronte al negozio. Contro le sue pareti sbiadite se ne stavano seduti degli uomini nativi con gli occhi aperti, guardando oltre, verso il deserto. Sembravano fondersi con la terra e guardavano come se avessero visto che c'era qualcosa là fuori. Fui incuriosito dal fatto che non guardavano il deserto nel modo in cui avrebbe fatto la maggior parte delle persone, con gli occhi che vagavano; loro sembravano essere dentro uno stato meditativo e mi ignorarono, erano completamente assorti in quello che stavano facendo - o piuttosto, non stavano facendo.

La loro presenza aveva la stessa caratteristica “di assenza di tempo” come il deserto che avevo appena cominciato a sentire attraverso la canzone del tamburo. La loro solidità e la loro connessione alla terra erano tangibili.

 

Vedendoli lì seduti, fui colpito e quella vista cominciò a suscitare un ricordo dentro di me. In quel momento seppi che l'antica saggezza e la conoscenza dei Nativi Americani non erano andate perdute e che ci sarebbe stato un modo per me per imparare qualcosa di molto potente e prezioso su come diventare un essere umano cosciente, su come trovare uno stato della mente diverso da quello che siamo abituati a vivere nel mondo moderno occidentale.

Queste erano persone, la cui terra era stata loro portata via, che avevano avuto intere popolazioni dei loro antenati sterminate ed i sopravvissuti erano stati rinchiusi come bestiame nelle riserve. Venivano perseguitati se praticavano le loro tradizioni spirituali, furono degradati dai missionari e dai venditori di liquori, i loro bambini venivano allontanati a forzati dai loro genitori per portarli in scuole dall'orientamento religioso in cui venivano percossi e torturati se parlavano la propria lingua. Queste erano quelle persone la cui terra era ora sotto la minaccia dei politici e delle corporazioni, in cui erano stati trovati minerali e petrolio, ma mi sembrava che il loro spirito non fosse stato ancora corrotto.

Tenendo nascosta la loro conoscenza furono in grado di resistere come popolo, preservando i loro misteri e gli insegnamenti. Erano ancora qui e di miracoloso come lo era la loro presenza, c'era il fatto che i loro modi esoterici basati sulla terra erano ancora vivi.


L'esistenza umana è un po' come guardare la televisione: la maggior parte di noi vive la propria vita stando sintonizzati su un canale particolare, spesso quello che trasmette il genere drammatico. Quando scegliamo di visualizzare le storie drammatiche attraverso i nostri sensi di percezione, siamo contemporaneamente parte della trasmissione. I nostri canali sono interattivi.

Le persone che scelgono il “Canale drammatico” vivono in modo tale da attrarre ripetutamente le storie drammatiche nella loro vita. La vita stessa offre un sacco di storie drammatiche, anche a coloro che non le cercano, ma molti di noi le vogliono in modo particolare.

Naturalmente, il genere drammatico può assumere molte forme. La maggior parte di noi è dipendente dai drammi emozionali, soprattutto se siano coinvolte le relazioni. Alcuni di noi vengono attratti dai drammi di quello che sta accadendo al pianeta: guerre, terrorismo, disastri climatici, corruzione dei governi, scandalo nella vita delle figure pubbliche, o dai drammi che riguardano la propria famiglia, amici e colleghi. Ciò non significa che le guerre o le devastazioni ecologiche non stiano accadendo o che non siano gravi o che dovremmo semplicemente ignorarle. Ma identificarsi con una mentalità, che è interamente all'interno del dramma di queste cose, non ci aiuta a combatterle. Invece, riconoscendo che ci possiamo “sintonizzare” su una visione differente della realtà e dunque della nostra esistenza, possiamo convocare l'energia necessaria per creare un mondo migliore.

 

Alcuni di noi preferiscono i canali di storia e rimaniamo sintonizzati sul nostro passato, portando addosso l'onere delle nostre esperienze e le problematiche e gli schemi da cui derivano. Oppure potremmo essere affascinati dalle culture misteriose e potenti dei secoli passati e ritenerle superiori. Ho scoperto che molti che sono attratti dallo sciamanesimo hanno una preferenza per questo canale, me incluso.

Alcuni di noi sono sintonizzati sull'avventura o sulla fantascienza; amiamo il mistero e l'eccitamento per quello che c'è là fuori nell'Universo. Ad alcuni piacciono i canali con i documentari in cui vengono rivisti i fatti, scambiate le opinioni, le realtà analizzate e condotti i dibattiti intellettuali.

Ad altri tra noi piacciono i canali delle scoperte - di solito una buona scelta considerata da una prospettiva sciamanica – dal momento che questi canali incoraggiano qualità come l'innocenza, l'avventura e la fiducia, che molte persone hanno perso e forniscono anche un antidoto contro la correttezza politica, mentale e soffocante.


Ora possiamo anche scegliere la "Pay-per-View". Quest'aspettativa ci è stata spesso propinata durante i seminari spirituali e di auto guarigione: le persone si presentano con la convinzione che il risveglio spirituale funzioni come una sintonizzazione sul canale Pay-per-View e che le loro vite stiano magicamente per cambiare dal momento che hanno ordinato questo canale, l'hanno pagato e pretendono di vedere i risultati.

Occasionalmente sì, la realtà funziona così. Ma questi sono momenti rari, momenti in cui tutto si incontra in un meraviglioso modello di verità e dove quello che stiamo ricercando può improvvisamente emergere e nascere nella realtà e riflettersi verso di noi.

Quando viviamo le nostre vite sintonizzate su un certo canale, abbiamo l'impressione di guardare qualcosa all'esterno di noi stessi, per questo uso il termine 'Mente Esteriore'. Allo stesso tempo ci vediamo anche come partecipanti di ciò che stiamo guardando.

Senza esserne consapevoli, entriamo poi in uno stato mentale di dualità. Questo è il paradosso della mente esteriore: ci si vede come se fossimo separati da tutto il resto (loro o noi; qui o lì; bene o male; pro o contro) ed allo stesso tempo una parte di tutto ciò.

 

Quando sperimentiamo frequenti pensieri distruttivi e minatori, lo facciamo perché generalmente abbiamo un attaccamento al canale che li alimenta. Sembra che i pensieri negativi non siano realmente nostri, ma giungono da qualche parte esterna. E' come dire: la radio è laggiù e sta trasmettendo una storia; ma in realtà noi abbiamo  scelto il nostro canale radiofonico.

In molti casi questa scelta deriva da esperienze traumatiche della nostra infanzia, nel qual caso, dire che sia stata una "scelta" esattamente come tutte le altre, può essere molto doloroso o fuorviante. Ma anche se non si può sentirla come una scelta che abbiamo fatto volentieri, la nostra guarigione può comportare talvolta la scelta di un canale che ci ricordi il nostro trauma o di un canale che ci conduca a ripercorrerlo, nel processo di guarigione della nostra ferita originale. La psicoterapia efficace, la consulenza e le terapie somatiche possono aiutarci a vedere la scelte che compiamo sotto una nuova luce.

 

Tra molte popolazioni native, l'avere consapevolezza dei nostri pensieri e di essere in grado di scegliere il genere che va bene per noi, è considerata una cosa della massima importanza. Louise Wade Wetherill era una donna bianca che gestiva un negozietto nella comunità di Diné (Navajo) nei primi anni del 1900 in Arizona. Nel suo libro "Wolfkiller", ha raccontato la storia di un vecchio pastore Diné con quel nome, che ha vissuto circa tra il 1855 ed il 1926.

Wolfkiller raccontò alla Wetherill la sua comprensione del potere dei pensieri e delle parole, una comprensione tramandata a lui dai suoi anziani, dal momento della sua infanzia fino alla sua età adulta.

"Un pensiero, sia esso espresso o no, è una cosa reale", disse alla Wetherill; imparare a fare dei buoni pensieri fa parte del “percorso di luce”, mentre i pensieri cattivi e la rabbia portano le persone nel buio.

Quando era un bambino piccolo Wolfkiller si lamentava di dover uscire al freddo ed al vento per prendersi cura delle pecore. In risposta, suo nonno condivise con lui un insegnamento tribale tradizionale che aveva incoraggiato Wolfkiller a riconoscere e ad apprezzare le benedizioni della vita.

I Navajo sapevano che i pensieri creano la nostra realtà e questo fu l'insegnamento centrale che il nonno passò a Wolfkiller. Cioè di concentrarsi sui poteri della natura piuttosto che cadere in preda a pensieri "cattivi" - "cattivi" in questo contesto può essere equivalente a quello che, più di un secolo e mezzo dopo, si intende per "negativo".

 

 

Durante il processo in cui affrontava tali pensieri dentro di sé, il giovane Wolfkiller chiese a suo nonno: "Perché abbiamo il male in noi?" a ciò il vecchio rispose: "Dobbiamo avere il 'Male' in noi per renderci forti. Se non avessimo avuto il 'male', non avremmo mai guadagnato la forza che abbiamo ora. Dobbiamo avere il 'male' in modo che combatteremo.

Una lotta ci dà sempre più forza e con quanto più combatteremo, tanto più otterremo in forza. Quelli che tra di noi sono troppo pigri per combattere, non otterranno mai nulla. A volte siamo tutti tentati di sederci e di aspettare quello che potrebbe arrivare,  ma non è giusto non fare niente. Tutto è fatto per essere conquistato durante la vita. Dobbiamo lavorare per vivere e questa vita non è tutto quello che c'è, come ti ho già detto. Se possiamo controllare noi stessi, possiamo fare tutto quello che abbiamo deciso di fare. Giorno dopo giorno dobbiamo lavorare per ottenere la forza per andare avanti fino al momento in cui usciremo da questo corpo".

Questa visione della vita deve essere compresa considerando il contesto di quel periodo, la cultura e le condizioni in cui vivevano i Diné e le difficoltà che sopportavano per sopravvivere. Il punto è che erano consapevoli del potere dei pensieri ed avevano sviluppato una disciplina attorno alla loro consapevolezza, simile a quella che si riscontra nello Zen Buddista, come in molte altre tradizioni spirituali che perseguono la quiete della mente e la presenza nel qui e ora.

 

La tranquillità mentale è un modo efficace per diventare consapevoli dei "canali televisivi" della nostra mente e per cominciare a cambiarli. Quando da bambini si viene abituati ad essere in grado di trovare la quiete al proprio interno, poi si possiede una risorsa di stabilizzazione a cui attingere mentre si diventa adulti e per il resto della propria vita.

Pochissimi di noi sono in grado di spegnere la tv o lo smartphone metaforici ed andare direttamente verso un risveglio interiore dove c'è quiete, pace della mente ed un senso di unità con tutta la vita. Nel momento in cui smettiamo di passare da un canale all'altro, inizieremo a voler ascoltare la radio.

 

La soluzione è quella di capire su quale canale siamo sintonizzati e poi sceglierne uno che ci dia più potere. Ecco perché il primo passo è quello di imparare a scegliere i nostri canali. Invece di guardare il nostro canale drammatico, con violenze ed omicidi, si può scegliere di vedere, ad esempio, un buon documentario sulla fauna selvatica, o un film meraviglioso la cui arte ci lega nel suo incantesimo e tocca il nostro cuore.

Quando compiamo la scelta di cambiare verso un canale più potente, non significa che dovremo stare sintonizzati su quello nuovo per sempre. C'è libertà e se ce la sentiamo, possiamo stare ancora a guardare un dramma di tanto in tanto. Non significa che non saremo mai più tristi o che non saremo mai più delusi. Ma significa che c'è qualcosa di più giusto.

Dobbiamo capire che i canali a cui siamo legati non sono la realtà. Non sono l'eternità del qui ed ora nella sua verità; sono parte delle forme della mente: le lenti attraverso cui percepiamo ed interpretiamo la realtà. Sono parte di come capiamo, agiamo e costruiamo la nostra vita.

 

Abbiamo il potere di scegliere il canale su cui vogliamo essere sintonizzati. Abbiamo anche il potere di cambiare i nostri canali in modo tale da avvicinarci di più alla nostra verità e finalità interiore, al nostro spirito e così al divino che è dentro noi stessi ed in tutte le cose. Quando ci rendiamo conto di tutto ciò - e lo sappiamo profondamente all'interno del nostro cuore - ci liberiamo dalla regola della mente limitata che ci ha controllato.

Il momento in cui ci rendiamo conto che stiamo vivendo la nostra vita legati ad una prospettiva che non ci supporta in modo sano e che non è vicina alla nostra verità interiore e che non è in allineamento con le nostre visioni ed i nostri sogni per noi stessi o per gli altri, possiamo fare la scelta di sintonizzarci su una nuova prospettiva. La consapevolezza e la scelta sono due qualità che caratterizzano l'essere umano che si avvii in un processo di risveglio.

 

Ci sono molti nuovi canali possibili, ma il primo a cui ci dovremmo rivolgere è quello centrale secondo il punto di vista sciamanico. È quello che potremmo chiamare "canale dei Poteri della Natura".

Concentrarsi sui poteri della natura significa essere aperti alla bellezza della natura ed al mistero ed a lasciarci stupefatti e toccare da loro.

I poteri della natura possono essere qualsiasi cosa nel mondo naturale: il sole, la luna, gli uccelli e gli animali, un insetto, gli alberi, le erbe, le stagioni, l'oceano, un lago, un fiume, una sorgente, le nuvole, le foglie, un seme. Possono essere la morte, la nascita, un movimento, un fiore e la vita stessa.

Questo metodo comporta sostanzialmente che nel momento in cui ci rendiamo conto che la nostra coscienza viene catturata da pensieri casuali ed inutili, facciamo una scelta ed iniziamo a concentrarci piuttosto sul mondo naturale. Ciò significa portare lì l'attenzione e stare presenti con ciò che è vivo, più che con quelle cose la cui energia è bassa o addirittura morta. I nostri vecchi drammi non hanno più molta forza vitale, ma ci vuole un sacco di forza vitale per tenerli vivi. L'essenza di questa pratica è concentrarsi consapevolmente sul cielo, sugli alberi e sugli uccelli e rimanere aperti a venire toccati dalla loro bellezza.

Anche se ripetere i vecchi drammi ci può dare un'accelerazione di adrenalina al momento (a volte è un modo per sentirci temporaneamente più vivi), dopo ci sarà un calo. Neppure il nostro "Canale di storia" ha molta vitalità, il canale in cui ripetiamo le stesse vecchie storie, le credenze e le sensazioni riguardo ai nostri avvenimenti del passato.

Le conclusioni che abbiamo tratto riguardo al passato ed i pensieri ripetitivi e le emozioni che li hanno accompagnati, raramente sollevano il nostro spirito. La guarigione e la pulizia del passato sono utili, ma essere compulsivi, non diretti ed ossessivi, prosciuga il nostro potere.

 

Di certo, quando ci concentriamo sui poteri della natura, arrivano dei pensieri e ci riportano nelle nostre teste, ma la chiave è che abbiamo il potere di renderci conto di questo processo e possiamo spostare la nostra attenzione ancora sui poteri della natura: continuiamo ad interrompere lo schema di colonizzazione da parte di pensieri casuali ed inutili. Gradualmente diventeremo sempre più vittoriosi.

Durante la pratica sciamanica questo è molto importante: gli sciamani si siedono e contemplano il potere del sole, od il potere di un seme, od il potere del fiume, o il potere del vento. Luther Standing Bear, capo dei Lakota Oglala (1868-1939) disse: “L'uomo che sta seduto per terra nel suo tipi, meditando sulla vita ed il suo significato, accettando la parentela con tutte le creature e riconoscendo l'unità con l'universo delle cose, sta infondendo nel suo essere la vera essenza della civiltà”.

Quello che descrive Luther Standing Bear è una pratica tradizionale tra molte popolazioni native ed una parte delle loro usanze generali e degli insegnamenti; essere una persona di medicina od uno sciamano non è un prerequisito per accedere ad esperienze sciamaniche. La natura è una grande insegnante.

 

Torniamo a Wolfkiller, il pastore Diné, dal libro di Wetherill. Quando era un ragazzino, negli anni '50 del 1800, gli era stato insegnato a concentrare i propri pensieri sulla natura. Questo gli fu detto quando sia lui che suo padre avevano avuto una serie di incubi sulla minaccia di una guerra. Fu chiesto ad un uomo di medicina di condurre una cerimonia per loro e poi disse a Wolfkiller: "La paura è solo parte dello spirito "malvagio" in noi, cose come l'odio, la rabbia e l'invidia sono parti di questo stesso "spirito del male" o del "male pensato”. Per vivere la vita giusta, dobbiamo vivere all'interno di noi stessi. I nostri pensieri sono proprio nostri. È noi stessi che dobbiamo controllare".

Dopo la cerimonia, il nonno di Wolfkiller gli disse: “Dimentica questi pensieri "cattivi"e pensa alle altre cose che vedi attorno a te. Ci sono molte cose piacevoli. Guarda sotto ai tuoi piedi – l'erba sta cominciando a crescere. Presto la terra tornerà ad essere di nuovo verde e ci saranno molti più uccelli ed animali da studiare”.

La pratica di concentrarsi sulla natura ha molto a che fare con l'essere presenti, da una posizione di gratitudine e di apertura. Per gli adulti è un modo per stare in contatto con le qualità interiori pure dei bambini: fiducia ed innocenza, curiosità, senso dell'avventura, stupore e meraviglia e l'entusiasmo per la vita. Sperimentare queste qualità ci porta fuori dall'infinito flusso di pensieri della “mente del cervello” e ci porta in un posto più profondo di “mente del cuore” ed istinto.

È un luogo di connessione diretta con il resto della creazione e con un po' di pratica inizia ad insegnarci un nuovo modo di essere che è meno "basato sulla testa". Ci porta più vicino alla modalità sciamanica di percepire e di relazionarci con il mondo che ci circonda. Ci porta più vicino alla nostra anima nativa. In quello stato possiamo semplicemente “essere” ed allo stesso tempo siamo attenti e pronti, vivi ed impegnati. In definitiva questo è il portale dello sciamano.

Essere completamente presente con la natura porta lo sciamano ad entrare in contatto con la “realtà scintillante”: uno stato in cui non percepiamo solo la forma di una cosa, ma anche la forza che vi sta dietro. “Entriamo nello scintillio”, come disse il mio insegnante. Tuttavia, per farlo in un modo corretto, dobbiamo essere bene radicati, centrati e stare nel nostro corpo; non è una fuga dalla realtà, ma più che altro un viaggio più in profondità nell'essenza della realtà. Entrare nello scintillio non è esso stesso necessariamente l'obiettivo; l'obiettivo è semplicemente quello di essere presenti e stare aperti ai poteri della natura e lasciarci toccare nel nostro cuore.

 

Possiamo cominciare a percorrere questo percorso non appena ci svegliamo la mattina, prima di scattare per iniziare il nostro primo compito, ci possiamo prendere un momento per connetterci con il nostro corpo e il cerchio del nostro sé.

Guardiamo attraverso la finestra ed osserviamo il cielo, in questo modo cominciamo la nostra giornata in modo cosciente, connesso alla Terra, piuttosto che guidato dai pensieri di ciò che dobbiamo fare.

Quando beviamo la nostra prima tazza di caffè o tè della mattina, possiamo ancora guardare attraverso la finestra (od ancora meglio, stando fuori addirittura) osservando quella natura che possiamo vedere. Quando camminiamo per la città, possiamo notare gli alberi, le erbacce, gli uccelli, le nuvole, il sole, la qualità della luce o della pioggia. Ogni volta che i nostri pensieri se ne vanno, possiamo solo prendere nota di ciò senza nessun commento mentale e riportare la nostra attenzione alla natura; e lasciare che si venga toccati da essa. A questo proposito è molto utile rompere le nostre vecchie abitudini ed, ad esempio, prendere un altro percorso per andare a lavorare da adesso in poi.

Quando ci apriamo alla bellezza ed al potere di una farfalla, di un fiore o di un aquilone rosso e ci lasciamo muovere dal mistero di quello che sono, diventiamo anche presenti nel qui ed ora. Non ci sono molti pensieri casuali in quello stato.

In qualunque stagione ci troviamo, possiamo concentrarci sulle forze che lavorano attorno a noi durante quel periodo dell'anno; sono parte di quello che forma la nostra coscienza.

Notiamo come influenzano i nostri pensieri ed i nostri sentimenti. Tutte le altre creature sono direttamente consapevoli delle stagioni e sentono i loro effetti. Le stagioni cominciano ad insegnarci qualcosa riguardo a chi siamo; giungono intuizioni e rivelazioni e risvegliamo la nostra capacità di comprendere. In questo processo ci rendiamo conto della forza vitale presente nella natura ed anche noi diventiamo più vivi. Alla fine non c'è più separazione tra noi e la forza vitale della natura. Ci renderemo conto in fretta di come questa pratica cambi la nostra percezione delle cose che pensavamo di conoscere.

Prendiamo il Sole per esempio.
Quando viviamo interamente nella Mente Esterna, diamo il Sole per scontato. Pensiamo di conoscerlo perché gli abbiamo dato un nome, l'abbiamo descritto e classificato. Quando abbiamo messo un'etichetta sulle cose, la Mente Esterna è felice, per un po', ma lo conosciamo veramente?

Dalla prospettiva sciamanica, il Sole è più che semplicemente una grande palla di fuoco là fuori tra le stelle, i pianeti e le lune. Per la mente dello sciamano il Sole è un mistero che continua a colmare di meraviglia.

Durante la sua vita il Sole lo stupisce e gli insegna, ed anziché inscatolare e classificare mentalmente il Sole, alla fine lo sciamano "diventa" il Sole, nel senso che può fondersi con lui, venendo a conoscenza in via diretta che lui ed il Sole non sono separati. Una volta stavo camminando nel bosco con un mio insegnante in California. Un uccello da preda volò sopra di noi ed immediatamente lo nominai come uno della specie dei falconi.

 

Il mio insegnante mi disse che dal momento che l'avevo nominato, avevo messo l'uccello dentro ad una gabbia, a livello mentale ed avevo perso la connessione e la magia dell'incontro. Per lui il falco era una medicina, l'aveva visto come un dono e questi gli aveva portato un messaggio. Si era sintonizzato con il suo Spirito, ascoltando quello che il falco ci diceva; ma io ero sintonizzato sulla mia 'mente cerebrale' per classificarlo.

Questa fu una lezione significativa per me sul come pensa una persona nativa, piuttosto che una occidentale che si basa esclusivamente sull'intelletto.

Quando lavoriamo in questo modo, con dedizione e disciplina, alcune cose incredibili cominciano ad accadere. La natura diventa la nostra insegnante, proprio come lo è stata per molti sciamani nelle culture indigene per molte centinaia, persino migliaia di anni; e come loro, diventiamo degli apprendisti della Grande Madre.

Quando i poteri della natura sono il centro della nostra consapevolezza e dei nostri pensieri, ci avviciniamo allo spirito, vicino alla fonte di tutta la vita.
Ecco perché la maggior parte delle persone ama camminare nel bosco od in riva al mare: si avvicinano alla fonte originale ed è già una guarigione il solo stare in loro presenza. Ci ripuliscono, portano pace alla mente, toccano il nostro cuore e ci riportano a casa alla nostra anima.

La natura e lo spirito sono le fonti tradizionali per l'apprendimento sciamanico, attraverso l'esperienza personale diretta. Camille Seaman, fotografa ed esperta del programma TED, ha detto: “Secondo la filosofia dei Nativi Americani crediamo che si possa essere una persona completa solo attraverso il contatto. E per contatto non si intende necessariamente il livello fisico, ma significa esplorare, espandersi nel nostro ambiente”.

I miei insegnanti mi hanno detto che la maggior parte di ciò che dobbiamo sapere riguardo alla vita può essere appresa dalla natura. Cambiando il nostro canale familiare di pensieri e sintonizzandoci sulla natura, possiamo permetterle di essere la nostra insegnante, proprio come fanno gli sciamani.

Anche se ci sono pochissime aree lasciate al vero deserto nel mondo d'oggi - e la maggior parte delle persone non ha accesso diretto a queste - possiamo ancora connetterci con la natura e quindi stabilire un legame con lo spirito della natura selvaggia.

Il fatto che si viva in una città potrebbe essere un ostacolo, ma non è uno di quelli insormontabili. Il cielo è ancora lì, il sole, la luna, le nuvole, gli uccelli e gli alberi. Abbiamo la capacità di andare oltre il tempo e lo spazio, perché siamo collegati a tutto il resto dell'Universo attraverso il potere della nostra coscienza.

Come si inizia a praticare, è molto probabile che presto inizieremo a notare diverse cose: in primo luogo, impareremo attraverso l'esperienza che abbiamo il potere di cambiare il canale della 'TV' su cui siamo sintonizzati; in secondo luogo, la nostra consapevolezza si stabilirà sempre di più nel nostro corpo perché ci muoviamo da uno “stato di pensiero” ad uno “stato di essere”; ed in terzo luogo, energeticamente, i nostri corpi si connetteranno ai poteri che osserviamo e contempliamo e possono cominciare a darci all'improvviso delle intuizioni. La natura ci porterà più vicini all'essenza ed a noi stessi.
Questo non significa che dobbiamo volgere la nostra attenzione alla natura per tutto il giorno. Già farlo alcune volte al giorno può essere un modo per iniziare ad interrompere il flusso casuale ed incessante dei pensieri ed a riportarci al centro del nostro cerchio, dove c'è presenza e vita. Questo è ciò che vuol dire dirigere la nostra mente verso i poteri della natura e la pratica può essere parte della nostra vita quotidiana. E se ci sentiamo chiamati a farlo, possiamo prolungare ulteriormente questo lavoro.

 

La solitudine in natura è sempre stata parte della pratica sciamanica; Gli sciamani riconoscono la vicinanza della natura allo spirito. Il velo tra i mondi è sottile nei boschi, sulle montagne e nel deserto. Lo stare seduti tranquillamente vicino ad una cascata, pur rimanendo pienamente nel presente, può cominciare ad aprire la porta nel mondo dello spirito.

I Native Americani tradizionalmente digiunano e pregano da soli nella natura, cercando visioni che li possano guidare durante la vita; questa è la Cerimonia della ricerca di di visione ed altre culture tradizionali in tutto il mondo utilizzano metodi simili.

Le saghe islandesi descrivono come le genti dell'antico popolo norreno si sedessero da sole in natura per cercare la guida, spesso dagli antenati; e come una canzone od una preghiera recitata a voce alta potevano essere la chiave per sbloccare l'altro mondo ancestrale. Chiamavano questa pratica “udesidning”, letteralmente "seduto all'aperto". Di solito era un pratica solitaria, che prevedeva la meditazione all'aperto al fine di ottenere informazioni di divinazione, sia per comprendere il passato che per conoscere il futuro.

La parola “udesidning” viene ora usata per indicare la ricerca della visione nelle descrizioni del corso sciamanico danese contemporaneo.

Il Dio Nordico Odino, appeso ad un albero per nove giorni, “per acquisire la conoscenza occulta delle rune” suggerisce anche un forma iniziatica estrema di ricerca della visione. Nel Cristianesimo, si dice che Gesù abbia digiunato per quaranta giorni nel deserto ed in solitudine, ed a Bodh Gaya in India, si dice che dopo che Gautama Buddha avesse raggiunto un luogo di illuminazione sotto ad un albero Bodhi, tornò a stare di fronte all'albero, guardandolo ogni giorno, per una settimana. Forse stava contemplando la connessione che aveva avuto con quell'albero, come aveva sostenuto i suoi quarantanove giorni di meditazione e come il suo potere avrebbe potuto contribuire a ciò che aveva sperimentato quella volta.

Si dice che il profeta Muhammad abbia cercato la solitudine per periodi di diverse settimane in una grotta sul monte Jabal al-Nour, durante il corso degli anni, per pregare e cercare una guida. In questa grotta si dice che abbia ricevuto le sue prime rivelazioni.

Le azioni di questi tre insegnanti spirituali provenienti da culture diverse, indica una comprensione condivisa che sta alla radice: la natura è sacra ed è il portale verso lo spirito ed il divino.

La terra ci dà cibo, riparo, utensili ed abbigliamento, ma ci fornisce anche i significati per accedere alle conoscenze, agli orientamenti ed alle intuizioni direttamente dalle fonti più alte: la Madre Terra ed il Grande Spirito. Per sentire il nostro rapporto con la natura, il nostro posto in essa come genere umano, in un corpo fisico di cellule viventi, ci aiuta ad essere in sintonia con il divino. Nel posizionarci in relazione alla natura, possiamo trovare il nostro posto come parte del cosmo.

 

L'antropologo Holger Kalweit riporta che per i Diné: “la guarigione è un'armonizzazione della psiche”.

L'armonia si trova attraverso cerimonia di guarigione che posiziona le persone in relazione alla natura come parte di un cosmo, aprendo per il loro essere un "orizzonte più ampio", che dà effetti in un senso di relazionalità planetaria e cosmica. È in virtù di questa «capacità di sentirsi un uno con le forze della natura» che la guarigione può essere raggiunta.

Il mondo dello sciamano è ricco di insegnamenti, intuizioni, iniziazioni e soglie. Il mondo è visto come un mistero in cui il potere spirituale è tutto intorno a noi, in un Universo che sta cambiando ed è costantemente in evoluzione. Attraverso la porta della consapevolezza, questo potere è disponibile per tutti, non solo per gli sciamani. Tutti gli insegnamenti pratici ed esoterici possono essere trovati in natura, se sappiamo come usare le porte del silenzio e della meditazione. I vecchi custodi della saggezza erano consapevoli di questo fatto ed ancora oggi, la conoscenza sulla sopravvivenza, la spiritualità, il misticismo,la tecnologia e la scienza possono essere ritrovati in natura. Noi siamo la Terra; la Terra e noi siamo uno. La Terra è parte dell'Universo e così l'Universo e noi siamo uno. Tutta la conoscenza esiste nella coscienza dell'Universo ed in noi, gli esseri umani.

Gli sciamani in tutto il mondo hanno mantenuto viva questa antica saggezza e negli ultimi quarant'anni, molti hanno cominciato a condividere le loro conoscenze. Da quel momento stiamo collettivamente cominciando a risvegliarci. Gli sciamani ci stanno dicendo che è tempo di riprendere il patrimonio della nostra antica saggezza e tramandarla in avanti verso un nuovo Mondo, lasciando indietro i vecchi schemi che sono diventano obsoleti.

Il nostro ricordo emerge dall'antica pratica sciamanica di comprensione della natura delle cose, così come la conoscenza e l'apprezzamento del sacro nella sua forma fisica. Per conoscere la forza dietro la forma, lo spirito sotto la superficie: questo è il modo dello sciamano.

 

 

NOTE SULL'AUTORE

Questo articolo è un estratto modificato dal libro scritto da Chris Lüttichau 'Calling Us Home' pubblicato da Head of Zeus books , si veda la recensione del libro in questo numero di Sacred Hoop.

Chris Lüttichau è l'autore di "Calling Us Home", così come di “Animal Spirit Guides: Discover your power animal”.

È il custode di un corpo integrale di insegnamenti sullo sciamanesimo sulla spiritualità centrata sulla terra, che condivide internazionalmente con seminari e gruppi di formazione.
È apparso in TV ed intervenuto alla radio nel Regno Unito, Stati Uniti e Danimarca. Chris ha fondato Northern Drum Shamanic Centre nel 1998.

www.northerndrum.com

Per informazioni generali: matt@northerndrum.com 

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