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Corso di formazione biennale in Costellazioni Familiari Sciamaniche®

2^ Edizione - 20 Ottobre 2018 - 10 Maggio 2020

9 moduli (1 week end ogni 2/3 mesi) che offrono soluzioni uniche ai temi proposti tramite una completa integrazione delle costellazioni familiari nello sciamanesimo, arricchite con strumenti cerimoniali e rituali e i moderni approcci di risoluzione dei traumi su base corporea e di integrazione psico-somatica.

Early Bird Price per iscrizioni entro il 31 Luglio.

Chiusura iscrizioni 28 Settembre - Posti limitati

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Il nuovo libro di Luciano Silva

Costellazioni familiari sciamaniche: un libro di Luciano Silva

In questo spazio si respira un'aria diversa, risplende un'altra luce, regna un amore incondizionato e compassionevole in grado di accogliere tutto e tutti. In esso ci si apre a un nuovo futuro, a un altro futuro. In esso, riprendiamo a vivere la nostra Grande Storia.

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Luciano Silva, "Costellazioni Familiari Sciamaniche", Ediz. Crisalide

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Articoli ed interviste > Quando ci concentriamo sulle vie più semplici - Intervista a Sandra Ingerman

Sandra Ingerman parla con Nicholas Breeze Wood del bisogno di una semplice, radicata, pratica sciamanica


Questo articolo è stato pubblicato nella guida Sacred Hoop Free Guide to Shamanism su gentile concessione.

Traduzione italiana a cura dell'Associazione Culturale Il Cerchio Sciamanico.


Nick: lo sciamanesimo si sta diffondendo in occidente, cosa ne pensi?

Sandra: proprio così, stiamo assistendo ad un incredibile rinascita di persone chiamate a praticare lo sciamanesimo in occidente, a questo proposito, gli insegnanti più esperti hanno opinioni contrastanti.

Visto il numero delle persone che già lo praticano, in un certo senso, questa discussione non ha ragione di esistere, sta già succedendo, non vi è modo di tornare indietro. Come fai a dire a decine di migliaia di persone, che questo non dovrebbe accadere, cercando di fermare questo processo che è già in atto?

Certe controversie mi creano un po' di confusione (un po' come ascoltare le liti tra repubblicani e democratici al congresso ed al senato, quando ci sono milioni di bambini che muoiono di fame e vengono venduti come schiavi, donne che subiscono violenza, guerre, la distruzione del nostro ecosistema e del nostro pianeta).

C'è bisogno che le persone si risveglino, iniziando a vivere in modo più consapevole.

Mentre la gente discute degli occidentali che praticano sciamanesimo, sembra che gli spiriti guida abbiano già trovato un gran numero di persone con le quali lavorare, e soprattutto che non hanno la minima idea che vi sia in atto questa controversia. Queste persone sono “innocenti” nella migliore accezione del termine. Non leggono nessuna rivista, o newsletter sciamanica, e mi riportano continuamente testimonianze, racconti, di persone che hanno compiuto profondi e straordinari viaggi, come non ho mai sentito prima, in oltre trent'anni di insegnamento.

Gli spiriti condividono con loro delle informazioni incredibili, in grado di cambiarne la loro vita, aiutandoli nel portarle attraverso vari metodi di guarigione. Per esempio, ci sono insegnanti, che praticano lo sciamanesimo e a scuola incoraggiano i loro studenti a connettersi con gli alberi, con il mondo animale, in modo da sentirne i messaggi ed imparare a vivere onorando e rispettando ogni forma di vita.

Ci sono persone che guidate dai propri spiriti guida, portano il lavoro sciamanico nel mondo del business. Durante gli incontri d'affari accrescono la consapevolezza riguardo la necessità di fermare progetti che distruggerebbero intere specie animali o danneggerebbero l'ambiente.

Persone che lavorano nell'ambiente medico o psichiatrico, ricevono informazioni dai propri spiriti guida, in modo che, per esempio, alcuni pazienti sottoposti a chemioterapia possano affrontare questo percorso con un impatto il meno negativo possibile. Sono guidati nell'inspirare i loro pazienti a migliorare il loro stato di salute e di benessere.

Alcune persone che hanno appreso il modo sciamanico di concepire la morte, sono in grado di sedersi accanto ai loro pazienti ed ai loro cari, mentre stanno morendo, trasmettendo una presenza di amore, calma e pace. Per esempio potrebbero condividere “Sì se stai vedendo i tuoi antenati qui nella stanza, è perché sono venuti per aiutarti” invece di precipitarsi fuori dalla stanza per chiamare un medico che possa somministrare un medicamento in grado di porre fine alle loro allucinazioni.

Quindi, queste persone stanno portando il lavoro sciamanico in modi meravigliosi ed illuminanti, e non sono assolutamente coscienti della controversia in atto.

Così, devo chiedere a me stessa, se alcuni di noi non siano rimasti indietro….

 

Quando io e te, negli anni ottanta iniziammo a scoprire lo sciamanesimo, non vi era nessuna informazione. Eravamo la prima generazione a farlo in occidente, così ci siamo creati il nostro modo di procedere. Penso che molti di noi siano caduti nel “politically correct”, eravamo molto cauti nel non diventare “degli aspiranti sciamani” e non volevamo farci carico di nessun bagaglio culturale. Ma allo stesso tempo volevamo essere autentici, questo è stato davvero un sentiero difficile da percorrere.

Quando abbiamo iniziato non c'era internet, non c'erano le e-mail o altre modi di comunicare tra di noi, così siamo stati costretti a praticare la rivelazione diretta, ad imparare in modo diretto tramite i nostri spiriti guida, abbiamo dovuto trovare da soli il nostro modo personale di integrare il nostro lavoro con gli altri.

E questa è una delle ombre che riconosco esserci con la rinascita odierna dello sciamanesimo.

C'è un intera cultura che non è cresciuta con la pratica della rivelazione diretta, e non sa come entrare in un processo di auto riflessione sul come lavorare sotto la guida personale che ricevono direttamente dai propri spiriti guida. Quando ricevono informazioni durante i loro viaggi, o mentre passano del tempo a contatto con la natura, si rivolgono ad altri per poter interpretare le loro esperienze.

Facendo così, lasciando che siano altri ad interpretare al loro posto simboli, metafore che provengono direttamente dai loro spiriti guida, disperdono il loro potere.

Lo sciamanesimo richiede di farsi carico della responsabilità di auto riflessione, immergersi nella natura, restarci per settimane o persino mesi, se necessario. Nel 1980 durante il mio primo viaggio, dove ho incontrato il mio spirito guida, ho ricevuto in dono una potente risposta, composta da una sola frase. E ora, dopo tutti questi anni, sto ancora riflettendo sui molteplici livelli che tocca questa unica frase.

Vorrei tornare, come altri praticanti di sciamanesimo, ai giorni precedenti al potersi connettere l'uno con l'altro, i tempi in cui eravamo obbligati ad intraprendere da soli il processo alla “ricerca della nostra visione”. Quando ho iniziato a studiare e praticare lo sciamanesimo a San Francisco nel 1980, c'erano pochi libri a cui poter attingere. Ma persino allora, c'erano un gran numero di seminari, e tantissimi insegnanti. C'erano molte discussioni, e venivano espressi molti giudizi a proposito di chi dovesse fare cosa, ed un confronto del lavoro che le persone stavano svolgendo.

Ma dovevamo solo trovare la nostra via, avere fiducia nei nostri spiriti guida e nei metodi che avevano funzionato, così da poter aiutare i clienti con le sfide che si trovavano, e si trovano tutt'ora a dover affrontare.

 

Sì, a quei tempi nessuno sentiva parlare di sciamanesimo, adesso invece è diventato un termine di moda. Adesso è tutto sciamanico! Questo mi crea delle difficoltà, la parola in sé, il concetto, viene svalutato in quanto viene usato a sproposito infilandolo dappertutto.

 

Vivo a Santa Fe, nel Nuovo Messico, e quando, un giorno, sono andata al supermercato ed ho visto “lo shampoo sciamanico” mi è quasi venuto un infarto!

Quello che sta succedendo è che il lavoro viene sminuito in quanto in molti non conoscono il vero significato della parola “sciamanesimo”. Nel contempo trovo che la discussione infinita  - sul definire cosa sia o cosa non sia lo sciamanesimo – non può essere portata all'estremo.

Tutto ciò non è di alcun aiuto nell'educare le persone a comprendere, in quanto vi è un'energia emozionale talmente alta a proposito di questa controversia, che rende veramente difficile sentire ciò che le persone stanno realmente cercando di trasmettere.

Credo che uno dei problemi attuali sia che vengono insegnate così tante pratiche di sciamanesimo differenti, che le persone hanno iniziato a pensare che una sia meglio dell'altra. Così invece di immergersi totalmente in una pratica, abbracciandola completamente, focalizzandocisi, le persone sembrano pensare “se posso imparare da un altro maestro, frequentare un ennesimo seminario, imparerò un metodo di guarigione ancora più potente”.

La gente sta navigando – prendendo un po' dal Perù, un altro po' dalla Siberia, e un po' dall'Occidente…

Non si concentrano su una singola pratica, una tradizione, una via precisa di lavoro.

Lo sciamanesimo racchiude una potenzialità ed una profondità incredibili – Ed è per questo che è sopravvissuto per decine di migliaia di anni. Ma l'abilità di dare spazio al cambiamento ed alla guarigione sono dati dalla potenza del lavoro stesso, e dal lavoro svolto nel regno invisibile.

Se non ci addentriamo profondamente nella pratica, concentrandoci, facendola nostra, allora non potremo più assistere a quei potenti, unici risultati che ne derivano. Senza ottenere i risultati, che sappiamo esistere, lo sciamanesimo inizierà a svanire. Dobbiamo immergerci profondamente nel lavoro in modo da provare, sentire,  la vera magia che va oltre i vari metodi.

 

Concordo – e tanto per fare l'avvocato del diavolo – sono perfettamente a conoscenza di quanto accaduto nell'ultimo periodo dell'impero romano, quando prosperavano le “mistery school”, poi ci fu un periodo di gnosi, e tutti i pezzi e pezzettini dei vari “misteri” si fusero dando vita alla Chiesa Cristiana – una sintesi comprendente parti del culto di Iside e del Mitraismo, e così via. Così mi chiedo, se anche noi a nostra volta stiamo attraversando un periodo di gnosi, un “melting pot” da cui presto emergerà qualcosa di nuovo?

Ebbene sì, sta decisamente accadendo. Ci sono studenti che mi contattano chiedendomi “come posso combinare lo sciamanesimo con il reiki, i massaggi, e così via?”. Si può chiaramente vedere come questo miscuglio di differenti tradizioni e metodi sia già in atto.

Da una parte mi chiedo; “tutto questo evolversi significa poter portare al combinare lo sciamanesimo con altre discipline?” Ma poi a causa di tutto questo miscuglio, non rischiamo di perdere, di svalutare la potenza del lavoro sciamanico? Potrei stare sveglia tutta la notte a combattere con questi pensieri.

 

Quindi lo sciamanesimo diventa una sorta di omogeneizzato per bambini, tutto spappolato e privato della sua sostanza!

Giusto! Esattamente. Ma sto assistendo a degli avvenimenti straordinari, quindi osservo restando aperta.             Ricevo lettere dai reduci sia della guerra in Vietnam che in Iraq, che sono venuti a contatto con lo sciamanesimo attraverso libri, CD, o seminari, e molti di loro sembrano essere riusciti attraverso i loro spiriti guida a perdonarsi, a guarire le loro ferite in modo da poter proseguire nel loro cammino di vita.

Osservo le persone guarire da malattie – che i dottori avevano diagnosticato come terminali – con l'aiuto dei loro spiriti guida. Le persone stanno imparando a vivere una vita piena di speranza,  a migliorare la loro salute, sia fisica che emozionale, attraverso gli spiriti guida.

Ci troviamo confrontati, ci troviamo a camminare, attraverso diversi paradossi.

Gli spiriti guida stanno toccando diverse persone in modo profondo, andando ben oltre ogni possibile considerazione. Considerando ciò, il punto sta nel capire se sia i doni che le sfide vengano messi in evidenza, possano emergere entrambi.

 

Quindi, come possiamo incoraggiare le persone a spingersi più in profondità?

Beh, quello che dico alle persone, è di concentrarsi su una pratica, una disciplina alla volta. Fatelo, e mettetelo in pratica nella vostra quotidianità.

Al momento tengo ancora dei seminari sul come svolgere cerimonie sciamaniche di guarigione, come il recupero dell'anima per esempio, ma sento che la cosa che più mi richiama é il cercare di instillare alcuni dei valori fondamentali della vita che provengono dalle culture sciamaniche. Insegnamenti quali come vivere una vita piena di gratitudine, come amare e rispettare se stessi e gli altri, come condividere i propri punti di forza con gli altri per creare sempre maggiore forza e salute. E' ora di smetterla di pensare che arriverà un eroe, o un'eroina, che si occuperà di affrontare e risolvere le sfide che stiamo affrontando. E' responsabilità di ogni individuo lavorare con le pratiche spirituali in modo da unirsi agli altri per creare dei cambiamenti positivi nella nostra comunità, per tutte le forme di vita e per la Terra stessa.

Sono maggiormente interessata e impegnata nell'insegnare alle persone delle pratiche quotidiane, non solo da mettere in atto al mattino, ma che possano integrare nella loro routine quotidiana. Così per esempio, quando ti trovi bloccato nel traffico, sei in coda in banca o al supermercato, non entri in uno stato di rabbia e frustrazione, ma riesci ad entrare in una presenza fatta di amore, pace e luce. Agendo in questo modo, sorridendo alle persone, parlando in modo gentile, concentrandoci su parole e pensieri positivi, sui nostri sogni ad occhi aperti, nonché ricordandoci di ciò per cui siamo grati, ci porterà a raggiungere il risultato che desideriamo.

Così, invece di cercare l'ennesima, complessa cerimonia a cui partecipare, cerco di ispirare le persone nell'integrare pratiche semplici nella loro vita quotidiana. Partecipare a cerimonie complesse potrebbe potenzialmente essere solamente una distrazione, che finisce per parlare unicamente alla nostra mente. Quando ci concentriamo su pratiche semplici che ci connettono con il nostro cuore e la nostra anima, mettiamo in atto la guarigione. Dobbiamo lavorare ogni giorno e durante l'arco della giornata. Così possiamo notare come cambia la nostra vita, e come il cambiamento si espanderà ed eleverà le persone attorno a noi.

Uso sovente la parola “semplice” e spesso le persone la mal interpretano pensando che Sandra insegni solamente ai principianti. Ma trovo che siano state le pratiche semplici ad avermi tenuta in vita e ad avermi aiutata a vivere una vita ricca di significato.

Ho sofferto di depressione con tendenze suicide per quasi tutta la mia vita da adulta, ed è veramente un miracolo se sono ancora qui! Ho 62 anni, ed è stato il mettere in pratica le semplici pratiche quotidiane a tenermi qui. Ho imparato ad essere grata – indipendentemente da come mi sento  – persino se mi sforzo o se “mento” sul mio stato d'animo. Ho imparato come lavorare su ciò che dico e ciò che penso, essendo cosciente del messaggio che proietto all'esterno. Attraverso la pratica dello sciamanesimo ho imparato come usare le parole che dico, i miei pensieri, i miei sogni ad occhi aperti per farne dono a me stessa e agli altri. Ho imparato a cavalcare l'onda, sia nella gioia che nei momenti difficili.

 

In un certo senso queste sono le fondamenta dello sciamanesimo, vivere nella comprensione, nella gentilezza, nell'amore per la nostra terra ed in nostro mondo, essere connessi alla vita ed allo spirito della vita. Avere una visione animistica del mondo, sapersi connettere con tutte le persone a noi care appartenenti ai differenti regni, é sano, é salutare. Per come la vedo io, questo è leggermente diverso dall'intraprendere l'ennesimo lavoro sciamanico interventista. Vedo lo sciamanesimo come “animismo applicato”, ha un senso, no?

Certo. Quello che tu intendi, è poter portare guarigione e saper intercedere attraverso alcuni dei poteri degli spiriti guida?

 

Sì. Vedo un sacco di pubblicità di seminari “sciamanici”; e quello che viene insegnato è realmente positivo, importante, un lavoro di grande “empowerment” - ma è più una forma di animismo. Credo che nella nostra cultura vi sia un immensa fame, un grande bisogno di una pratica spirituale veramente significativa.

Capisco perfettamente ciò che dici. Amo tenere cerimonie di guarigione, unire le persone per richiamare l'anima della terra, o per togliere un trauma da un determinato luogo.

Ma qui arriviamo al punto dove inizia la mia cautela, dove mi metto in guardia. Nella cultura in cui viviamo è piuttosto comune che le persone ricerchino l'intervento degli spiriti guida in modi piuttosto potenti. Ma vi è anche una tendenza nel tentare di manipolare il nostro ambiente – seppur “a fin di bene.” Cerco di far capire alle persone la differenza tra intervenire e manipolare.

Per esempio, il lavoro Sciamanico sul tempo atmosferico, può rivelarsi assai complesso ed ingannevole. Come possiamo aiutare le persone ad agire in modo spiritualmente maturo e consapevole, così  che  possano mettere in pratica il lavoro sul tempo atmosferico senza essere mossi dall'ego o da desideri personali? Come possiamo incoraggiarli nell'avere una visione più ampia del tutto?

Per quanto mi riguarda, cerco prima di aiutare le persone nello sviluppare la maturità e la consapevolezza necessarie, affinché, poi in seguito, possano chiedere l'intervento degli spiriti guida. E' necessario saper crescere ed evolvere, ed è parte integrante dell'iniziazione che tutti attraversiamo.

Una delle cose che incoraggio maggiormente è il connettersi profondamente al proprio corpo.

Questa è una priorità assoluta. Credo che il sentirsi dissociati e in uno stato di disconnessione in parte sia dato dai grandi traumi che tutti abbiamo subito durante la nostra vita. Inoltre siamo pervasi da tante immagini traumatiche che provengono dai media, così molte persone approcciano le pratiche spirituali con l'intento di scappare dal proprio corpo – il corpo non è un posto in cui sentirsi comodi, a proprio agio, e non ci fa sentire al sicuro.

Per quanto mi riguarda, il viaggio sciamanico non è “un'esperienza fuori dal corpo” e so che questo mio credo è percepito dalla comunità sciamanica in modo controverso.

Sì, gli sciamani entrano in uno stato stato di coscienza estatico, ma quando entrano nei regni invisibili i loro sensi sono attivi, possono vedere, ascoltare, toccare mentre sono nel mondo spirituale invisibile. Usano tutti i loro sensi mentre comunicano con gli spiriti guida.

Nella nostra cultura le persone tendono a vedere i loro viaggi sciamanici come se stessero guardando la TV o fossero al Cinema. Alcuni si sdraiano nel letto, hanno una bella esperienza visiva, ma non riescono a rendere concrete le informazioni che hanno ricevuto.

Ovviamente ci sono anche persone che durante il viaggio sciamanico suonano il tamburo, ballano, cantano. Cerco di incoraggiare l'essere attivi durante i viaggi, in modo da riuscire ad andare più in profondità.

Incoraggio le persone ad attivare i loro sensi, devono essere in grado di toccare la terra, sentire i profumi, ascoltare i suoni sia in questo mondo che nel mondo invisibile.

Credo che più ci connettiamo al nostro corpo e più il nostro lavoro spirituale diventa tangibile.

Quando viviamo concretamente nei nostri corpi, sperimentando quanto sta realmente accadendo attorno a noi, questo smuove il bisogno di voler intervenire, agire in qualche modo.

Se ce ne andiamo in giro metà all'interno nostro corpo, e metà fuori significa a tutti gli effetti  che abbiamo perso l'anima. Stiamo vivendo la perdita d'anima e la dissociazione ad un livello di massa. Quando siamo dissociati è molto semplice non accorgersi di quello che accade attorno a noi, e dire: “Uh quella storia che ho visto alla TV, al telegiornale, in FB era davvero raccapricciante”, e nel contempo non fare nulla a riguardo. Le storie che leggiamo, gli eventi a cui assistiamo ci toccano a livello del cuore. Ma finché non ci connettiamo profondamente al nostro corpo non diventeremo parte attiva del cambiamento positivo che va messo in atto.

Se entri veramente nel tuo corpo, diventi più radicato, ti rendi conto delle tue responsabilità nel diventare un partecipante attivo nel creare i cambiamenti positivi e necessari di cui il mondo ha bisogno.

 

 

Sono assolutamente d'accordo. Ho iniziato a praticare viaggi sciamanici nella tipica maniera occidentale, cuffiette e CD, poi circa 10 anni fa ho lasciato perdere e ho iniziato a suonare da solo il tamburo. Questo rende tutto più fisico. Non è più un'esperienza passiva, il viaggio è più vitale e più ricco perché sono profondamente connesso ad entrambe le realtà.

Faccio la stessa cosa, e a dire il vero la insegno pure.

Uno dei motivi per cui continuo a scrivere libri è che continuo ad esplorare come possiamo rendere più profonda la nostra esperienza sciamanica. E uno degli argomenti che tratto nei miei libri è proprio come smettere di essere passivi durante i viaggi. Suonate il tamburo, danzate, cantate mentre state viaggiando. Ma non tutti si sentono portati per questo tipo di approccio. Per alcuni il restare passivi funziona.

Durante i miei seminari, uno dei primi esercizi che propongo e far alzare le persone con il loro tamburo o sonaglio, farle uscire, farli connettere con la natura, mentre danzano o cantano il loro viaggio.

Quando ho delle sedute con dei clienti, suono il tamburo, e lo appoggio solamente se ho bisogno di fare un lavoro con le mani su di loro. Se ascoltassi un CD mentre viaggio sarebbe veramente facile per i miei pensieri quotidiani far capolino nella mia mente, inizierei a pensare alle E-mail che ho ricevuto e alle varie cose che ho da fare.

 

Idem. Se mi guardo attorno nel mondo degli spiriti, il mio corpo fisico si gira e si guarda attorno anche in questo mondo. E' come se ci fosse un interconnessione tra le due realtà, è un'esperienza vivida e straordinariamente reale, infinitamente migliore rispetto ad indossare delle cuffiette ascoltando un CD.

Ok, ho un'altra domanda su questa spinosa questione,  gli occidentali possono o non possono diventare sciamani? Tutta la questione su chi pratica lo sciamanesimo e la parola “S”.

Beh, questa è una domanda che mi pongo spesso anche io.

Vi sono decine di migliaia di persone che si avvicinano allo sciamanesimo, e credo che noi esseri umani nasciamo con il diritto di intraprendere la pratica della rivelazione diretta così da ricevere ognuno la propria guida attraverso gli spiriti.

Quindi mi sento a mio agio nell'insegnare alle persone come entrare in contatto con le informazioni spirituali attraverso dei viaggi sciamanici, o connettendosi, comunicando con la natura, cercando i segni, i presagi che ci vengono mostrati per aiutarci nel nostro cammino.

Ma sono sicura che anche tu ricevi le stesse E-mail e lettere che ricevo io - “vorrei diventare uno sciamano, cosa devo fare?” Credo fermamente che sia il destino a far di te uno sciamano, non è una professione che si può scegliere di intraprendere.

 

Durante i seminari osservo le persone, e ve ne sono alcune che sono nate con un dono. Lo vedo nei loro occhi. Ho seguito alcuni praticanti il cui lavoro è assolutamente straordinario, va ben oltre ogni mia possibile immaginazione, ma non è stata una loro scelta, è un dono e fa parte del loro destino.

Trovo vi siano due aspetti – coloro che diventano sciamani seguendo il loro destino, e coloro che iniziano delle pratiche sciamaniche per migliorare la loro salute, il loro benessere, diventando così degli esseri più consapevoli su questo nostro pianeta. Tengo ben separati questi due differenti aspetti.

 

Non posso insegnare a nessuno come diventare uno sciamano, questo è compito degli spiriti. Una volta che vi siete aperti al mondo degli spiriti, siete sotto la loro tutela. E non si tratta sempre di una cosa piacevole, perché vi sono delle iniziazioni veramente impegnative che durano il corso di una vita. Gli spiriti non si limiteranno a farvi vivere una settimana veramente difficile, vi saranno iniziazioni costanti in modo da aprirvi al mondo degli spiriti ed insegnarvi ad essere un veicolo attraverso cui gli spiriti possano lavorare con compassione e amore.

 

Sì, per me vale il vecchio modo di pensare che per l'appunto siano gli spiriti a decidere chi diventerà uno sciamano. Qualsiasi sia la nostra opinione a riguardo. Esula dal nostro piano d'azione personale, per dirla in un altro modo.

Sono assolutamente d'accordo. Ho avuto l'opportunità di lavorare con migliaia di studenti, ed ho osservato che sono le persone che hanno subito una perdita molto importante – come la morte di un figlio – o sono sopravvissuti ad una grave malattia fisica o emozionale – queste sono le persone in cui noto un dono. Molte di queste persone soffrono delle perdite da cui non guariranno mai – si trasformeranno in guaritori feriti. Gli sciamani vengono spesso chiamati guaritori feriti. Per esempio, aver avuto un'esperienza di premorte è una classica iniziazione per chi diventerà in seguito uno sciamano.

E' quasi come se gli spiriti scegliessero le persone, prima che le persone stesse inizino ad interessarsi allo sciamanesimo o ad altre pratiche spirituali, attraversano le loro perdite, la loro sofferenza, ed è destino che si aprano – a causa dell'iniziazione a cui la vita li ha sottoposti – al lavoro. Proprio come fai tu, insegno alle persone che sono gli spiriti a sceglierle, e se così fanno, non significa assolutamente che la loro vita sarà più semplice, perché dovranno attraversare un sacco di sfide in modo che gli spiriti li possano plasmare nello sciamano che un giorno saranno.

Noto che i più validi, i più grandi, praticanti più di sciamanesimo sono quelli che vengono costantemente sottoposti a delle iniziazioni.

Michael Harner mi ha introdotta alla pratica dello sciamanesimo, ed ho anche lavorato parecchio con Oceana FastWolf, che è una donna medicina degli Apache. Entrambi mi hanno instillato “non chiamare te stessa una sciamana”. La tua comunità ti riconosce come una sciamana, ma riferirsi a se stessi come sciamani è un'affermazione egoistica. Questa idea si è radicata in me. Non ho mai lavorato con nessuno che dicesse “dovresti farti chiamare una sciamana”. Per me riferirsi a se stessi come sciamani e vantarsi del proprio potere sono la stessa cosa.

Ma posso comprendere che se si è stati iniziati in una cultura dove si insegna che “questo è ciò che sei”, allora “sciamano” descrive la tua identità.

 

Mi sono formato nello stesso modo in cui lo sei stata tu, e per me la parola “S” è un grande “no”. Al contempo, una volta, uno Sciamano siberiano mi ha gentilmente ripreso dicendomi “certo che devi riferirti a te stesso come sciamano, è semplicemente come dire che sai occuparti di primo soccorso se ti trovi di fronte ad un incidente stradale!” Che straordinario modo alternativo di vedere le cose!

Lo so, è meraviglioso. Lo adoro. Sono cresciuta negli anni sessanta, e sono sempre stata ribelle. Mia madre è morta a 98 anni, e a mio marito piace raccontare che lei ripeteva ogni giorno; “Non puoi  - mai - dire a Sandy quello che deve fare ! Lei farà sempre ciò che vuole fare!”, ho avuto tre esperienze di premorte che mi hanno aperta ad uno stato di unico e incondizionato amore. Da adolescente, crescendo negli anni sessanta, ho fatto uso di droghe psichedeliche che mi hanno portata ad avere un'abbondanza di esperienze divine. Poi mi sono trasferita nel distretto di Haight-Ashbury a San Francisco, per unirmi agli altri nel dar vita ad un modo più consapevole e colmo d'amore di portar vita nell'essere.

Poi negli anni ottanta sono stata introdotta al viaggio sciamanico, mi hanno insegnato che gli spiriti guida mi avrebbero mostrato ciò di cui avevo personalmente bisogno per poter migliorare la mia vita e poter essere d'aiuto agli altri. Beh, questo si adattava alla perfezione alla mia personalità. Ho realizzato che non avrei dovuto lavorare con un insegnante in carne ed ossa, dovevo solamente impegnarmi profondamente nella pratica della rivelazione diretta e lavorare con i miei spiriti guida.

E questo è ciò che ho fatto, attraverso questa esperienza, attraverso l'apprendimento, sono riuscita ad aiutare gli altri.

Credo che il lato oscuro del lavorare con insegnanti in carne ed ossa, sia che spesso accade che prendano determinati principi e li trasformino in regole. E seminano il seme della paura negli studenti a causa del loro desiderio di controllo. Possiamo avere una visione più ampia e chiederci “Da dove proviene questo insegnamento, esattamente?” oppure “Qual è lo scopo di questo?” oppure possiamo semplicemente dire “Beh, questo è il mio insegnante, prendo tutto per dato di fatto e credo a tutto ciò che dice.”

Più ci addentriamo in profondità nelle pratiche sciamaniche, più arriviamo ad uno stato che implica l'auto riflessione perciò dobbiamo lavorare con i nostri spiriti guida, invece di dire “ho imparato questo da qualcun altro, devo seguire tutto ciò che mi è stato insegnato senza pormi domande.”

Ho degli studenti che hanno lavorato anche con uno sciamano indigeno che ha detto loro che non dovrebbero condividere, raccontare l'esperienza dei loro viaggi con gli altri. Ora, certamente, raccontare senza discrezione può sicuramente portare ad una dispersione di potere, può far si che l'esperienza non si radichi in noi, non trovi un suo spazio.

Ma al contempo, nella cultura occidentale spesso si riscontra la guarigione attraverso la condivisione delle esperienze, avere qualcuno che ci dice “Che meravigliosa e profonda esperienza hai avuto” si ripercuote in maniera positiva su di noi. Viviamo in una cultura in cui ci hanno insegnato che se viaggi nel mondo invisibile “sei pazzo”, o “dovresti farti curare e prendere delle medicine!” Ci hanno insegnato a riconoscere, ad accettare solo le esperienze che provengono dal mondo tangibile.

Dunque, credo che sovente un insegnamento che deriva da una cultura specifica racchiuda spesso un più ampio principio sottostante, che non trova sempre spazio nella nostra vita quotidiana moderna in Occidente. Ma vi sono dei profondi principi guida che possiamo imparare dalle culture indigene ed i loro sciamani – mentre viviamo nel qui e ora nella nostra cultura Occidentale, che è così diversa. Per me è importantissimo che ci addentriamo nel viaggio, nella visione, nella ricerca della rivelazione diretta. Penso vi sia spazio per ampliare le nostre prospettive ed evolvere in modo che il nostro lavoro diventi sempre più efficace in questi nostri tempi.

Il paradosso è che lo sciamanesimo in migliaia di anni è cambiato per rispondere ai bisogni delle persone; e noi ora siamo in un momento diverso. Così quando ci chiediamo “dovrei riferirmi a me stesso come uno sciamano?” dobbiamo sapere cosa significa realmente “essere uno sciamano”.

 

Parte del ruolo dello sciamano è sempre stato quello di celebrare delle cerimonie. Conversando con Martin Pretchel, mi disse che lui vede il suo ruolo come “mostrare alle persone il senso autentico di una cerimonia, così che la sappiano riconoscere, sappiano distinguere quando si trovano di fronte ad una cosa reale o meno.”

Credo che se impari dalle culture tradizionali, o impari una tecnica, un punto di vista tradizionale, allora sarai in grado di definire cos'è autentico. Dobbiamo conoscere le “ossa” della cerimonia, così da poter aggiungere la nostra “carne” in modo da renderla adatta alla nostra cultura.

Assolutamente, e credo che quando le persone sono in grado di prendere parte ad una cerimonia ancestrale che si svolge in un determinato modo da millenni, il modo in cui le persone stesse e lo sciamano agiscono durante la cerimonia fanno si che le parole di Martin Pretchel diventino “autentiche”. Il Potere in questo tipo di cerimonie è la presenza che si manifesta.

Ciò che ci ispira è il potere che si sprigiona da ogni cellula di ogni essere. Ma spesso non siamo ispirati perché non vi è l'intensità, la profondità giusta. Alle persone che imparano cerimonie o rituali, attraverso la chiesa, o altre tradizioni religiose, vengono impartite delle regole e dei passi da seguire “primo passo,” “secondo passo,” “terzo passo,”….

Così le persone finiscono per leggere dei libri e memorizzare i passi di una cerimonia tenuta da altre persone, ed in tutto ciò non vi è alcuna intensità, profondità a livello cellulare, quello che volete trasmettere, comunicare non passa.

Quando si prende parte ad una cerimonia autentica, che è stata tramandata attraverso il tempo, non si tratta di leggere qualche appunto, si tratta di sperimentare su se stessi le energie che queste cerimonie mettono in atto, quali energie guaritrici e sogni possono essere portati dal mondo invisibile al mondo reale. Si manifesta il vero potere dello sciamanesimo quando tessiamo un filo che va dal mondo invisibile a quello reale, e ne usciamo con un nuovo, bellissimo tessuto della realtà.

 

Sì, e questo ci porta ad un altro aspetto. Una cerimonia, una tradizione antica racchiudono in sé uno spirito incredibile e vibrante, e voi entrate in contatto con quello spirito, che aiuta a dare forma ad un energia ancestrale a quello che state facendo.

Concordo. Una delle cose che mi piace condividere con le persone che vivono in Occidente è che, a causa della moderna psicoterapia, le persone spesso si concentrano su cosa non hanno ricevuto dai loro antenati, forse perché sono cresciuti in una famiglia problematica e devono fare i conti con ciò che ne deriva.

Ad un certo punto, tutti dobbiamo fare i conti con ciò che non abbiamo ricevuto crescendo, venendo a patti con le emozioni che derivano dall'essere stati dei bambini feriti. Poi dobbiamo lavorare su queste ferite in modo da guarire il nostro passato. Al contempo, quello che sta succedendo, è che a causa del concentrarci unicamente sul nostro bambino ferito, perdiamo la connessione con la nostra linea ancestrale, nel modo in cui le tradizioni indigene vivono la connessione con la linea ancestrale. Questa è una grave perdita.

In Occidente, generalmente siamo tagliati fuori da quella ricchezza di tradizioni, dalla preziosa linea di doni e forza che gli antenati ci trasmettono. Mi ricordo che una volta – tanti, tanti anni fa – stavo tenendo una conferenza. Parlavo del mio lavoro “Medicina per la terra”, del potere delle parole, di come possano essere usate per guarire o per distruggere, di come dobbiamo veramente lavorare per allineare le nostre parole con i nostri pensieri per poter poi raggiungere ciò che desideriamo. Alla fine del mio discorso, una Navajo (Diné) Elder venne da me – vestita nel modo tradizionale nativo – e mi disse; “Sai cosa significa la nostra espressione “Che tu possa camminare nella bellezza”?

Ho risposto “No”. Ho sentito spesso questa espressione nelle canzoni e in alcune conversazioni. Mi disse “E' un modo di dire Navajo, significa assicurati di benedire ogni persona con le tue parole così che tu possa sempre portare bellezza.”

E aggiunse; “Sai perché non abbiamo fiducia nelle persone in America?” Quella domanda mi confuse, perché per quanto mi riguarda, le ragioni erano abbastanza palesi, ma sapevo che il suo intento era più profondo. Mi disse; “Perché non parlate della vostra famiglia quando vi presentate.”

Le chiesi cosa intendesse, e mi rispose, “presso il popolo Navajo se ti viene chiesto “Chi sei? Come ti chiami?” ci aspettiamo che nel risponderci ci parli dei tuoi antenati, mentre nella tua cultura ciò non avviene.

Mi ha fatto riflettere, ci siamo sedute insieme ed abbiamo conversato a lungo – una vera e profonda discussione. Le raccontai che la mia famiglia proveniva dalla Russia, da cui erano scappati per scampare alla persecuzione e alla morte. Condivisi con lei che quando arrivarono negli Stati Uniti si concentrarono sull'integrarsi. Insegnarono ai loro figli come integrarsi senza condividere con loro la propria storia, chi fossero i loro antenati. So da dove proviene la famiglia di mia madre, ma a dire il vero, non so nulla delle origini di mio Padre. Nessuno della mia famiglia sa da dove esattamente in Europa provengano i miei nonni paterni. Le sue domande mi fecero riflettere non poco sulle mie connessioni ancestrali. Il tema degli antenati, delle connessioni ancestrali, ci porta decisamente ad un altro livello di riflessione su quanto sia possibile lavorare in profondità attraverso la pratica sciamanica. Dobbiamo veramente far uscire la saggezza, gli insegnamenti, la forza, le ossa dei nostri antenati.

Per i popoli che sono rimasti legati alle loro tradizioni questa connessione è reale, e si manifesta durante vari eventi organizzati dalla comunità. Dove vivo, a Santa Fe, ho l'opportunità di poter assistere a svariate danze tradizionali organizzate dalle comunità dei Nativi Americani in tutto il Nuovo Messico. Fanno le prove, si esercitano sulle loro danze, dal più piccolo – che probabilmente ha solo cinque anni – fino al più anziano. Si esercitano, si esercitano e si esercitano ancora. Ma non si tratta di esercitarsi nell'imparare i passi, ma bensì di connettersi con gli antenati, onorandoli attraverso il potere della danza. Ed è piuttosto evidente che non si tratta di un'esibizione per il pubblico.

Queste sono persone che stanno mettendo in pratica una tradizione antica in un modo genuino ed autentico. Le persone che vi assistono si sentono sono toccate, commosse. Quando le persone si sentono toccate, sentono le loro profonde connessioni ancestrali e questo porta un cambiamento nella loro coscienza.

 

Naturalmente in Occidente, se pensiamo di riconnetterci con i nostri antenati, in automatico andiamo a consultare un sito web di genealogia. Insomma, pieno territorio della mente. Ma il mio approccio sciamanico sarebbe quello di fare delle offerte agli antenati. Potrei offrire del latte con del miele. Mi metterei a pregare ringraziando i miei antenati per il semplice fatto che senza di loro non sarei nemmeno qui! Non è necessario che io sappia chi fossero in realtà.

Sì, esattamente. Io lo faccio quotidianamente. Ho adorato i miei genitori, e provo grande onore e rispetto per i miei antenati, così esprimere la mia gratitudine per i miei antenati è parte della mie pratiche quotidiane che svolgo, per l'appunto, ogni singolo giorno.

Rieccoci, a parlare delle semplici pratiche che si possono mettere in atto, che danno vita a quelli che sono alcuni tra i valori fondamentali dello sciamanesimo.

Dobbiamo essere capaci di onorare i nostri propri antenati, io onoro anche gli antenati della terra in cui vivo, ogni giorno, perché vivo sulla loro terra, vivo qui! E li ringrazio.

 

Io onoro anche gli antenati delle tradizioni sciamaniche con cui lavoro.

Oh ma certamente! Un paio di volte, con dei gruppi di studenti che avevano maturato abbastanza esperienza, abbiamo fatto delle cerimonie per guarire le linee di sciamanesimo, in modo particolare dove erano sorte delle energie che hanno creato delle divisioni, delle spaccature.

Torniamo indietro connettendoci fortemente con gli spiriti ancestrali, per portare il potere di cui abbiamo bisogno per creare il cambiamento “adesso”, invece di perderci in energie divisorie, controverse, in cui alla nostra mente piace coinvolgerci.

 

Bene, grazie per l'interessantissima e provocatoria chiacchierata. C'è qualcos'altro che vorresti aggiungere?

Sono veramente entusiasta nel vedere tutte queste persone attratte dalle pratiche sciamaniche. Ho appena finito di scrivere “Walking In Light. The everyday Empowerement of Shamanic Life” (Ndt. non ancora disponibile in italiano alla data della presente traduzione), in questo libro incoraggio le persone a mettere in atto alcuni dei valori fondamentali positivi che derivano dalle culture sciamaniche, nelle proprie vite, nella propria comunità e nel mondo in generale.

Incoraggio caldamente le persone ad introdurre delle pratiche quotidiane, le aiuterà ad accrescere sia la loro consapevolezza, che quella del pianeta. Le incoraggio ad addentrarsi profondamente nelle loro pratiche, così che tutti possano dare vita al potere del regno invisibile in un modo vero e autentico.

 

 

Note sull’intervista

Sandra Ingerman, è una premiata autrice di 10 libri, tra cui “Il recupero dell'anima: tecniche sciamaniche per risanare il sé frammentato”, “Guida completa alla vita sciamanica – potenzia la tua realtà quotidiana seguendo la via dello sciamanesimo”. E' conduttrice di sette audio corsi prodotti da Sound True, creatrice dell'App “Transmutation”. Sandra è una rinomata insegnate di sciamanesimo conosciuta in tutto il mondo, insegna da più di trent'anni. Sandra è riconosciuta per essere stata capace di creare un ponte tra i metodi antichi di guarigione e la nostra cultura moderna, rispondendo ai bisogni dei nostri tempi.

 

www.sandraingerman.com

Sacred Hoop ringrazia Sofy Rosie per la collaborazione a questo articolo.

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